
Da tempo immemorabile, l’uomo sogna il suo doppio. Quest’idea, suggerita da specchi, laghi o fontane e ingrandita dalla nascita di gemelli, non ha mai smesso di manifestarsi nelle culture più diverse. Pitagora raffigura il doppio come una persona cara: <<Un amico è un altro me stesso>>. Platone l’immagine entro di noi, essere ombroso che nascostamente ci agita, e la cui esistenza va riconosciuta, in accordo con l’invito socratico – <<Conosci te stesso>> – inciso sul frontone del tempio di Delfi. Nella mitologia e nella favolistica, questo doppio va in cerca degli uomini e li conduce alla morte. Così, in Germania appare il Doppelgänger e in Scozia il Fetch. Edgar Allan Poe crea William Wilson, il cui doppio è la coscienza che finirà per ucciderlo, morendo a sua volta. Dostoevskij sfrutta ampiamente quest’idea, che torna in modo ossessivo in quasi tutte le sue opere e trionfa nei Fratelli Karamazov.
L’opera di Stevenson tratta all’infinito questo tema: la più celebre delle sue storie, Doctor Jekyll e Mister Hyde racconta che una pozione fa apparire il doppio di un uomo amabile ma troppo curioso, e che lo sdoppiamento gli sarà fatale. Ma è la leggenda di Ticonderoga, di cui parla la tragica ballata, a chiarire meglio l’idea di un faccia a faccia con quest’altro sé stesso che annuncia una morte imminente. L’idea del doppio è in me dall’infanzia. Anzitutto, un doppio geografico: un luogo che non è mio ma è me. Un doppio che ho sempre voluto, e talora creduto, d’incontrare in compositori come Brahms.
Mi piace l’idea di questo gemello, come lo concepisce Yeats, per il quale il doppio è il nostro rovescio, il nostro contrario complementare, colui che non siamo e mai saremo. A volte, l’incontro in concerto, se l’ora è magica e perfetta l’interpretazione. Rammento quel che Goethe fa dire a Elena, nel Faust: <<È chiaro, ho turbato il mondo da sola; e ancor più da doppia…>>
Ma l’approccio che preferisco è quello ebraico: l’apparizione del doppio non è un presagio di morte imminente, ma la certezza di avere raggiunto lo stato profetico. Nel Talmud è documentata una tradizione ancora più bella: la storia di un uomo in cerca di Dio, che finisce per trovarsi davanti a sé stesso… […]
Variazioni selvagge
Hélène Grimaud